Silbernagl Undergallery Navigli Street
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ALESSIO BOLOGNESI

The Sfiggy Entropy

In questa personale di Alessio Bolognesi vengono esposti al pubblico una serie di lavori che testimoniano la sua evoluzione artistica, la sua trasformazione che ha accresciuto la valenza semantica e simbolica delle sue opere, lasciando inalterata l'alta cifra stilistica ed estetica.
I lavori di Alessio Bolognesi risultano essere veramente attuali, non solo da un punto di vista artistico, ma anche per quanto concerne i messaggi che a noi rimandano.
Nella società contemporanea sono caduti i valori morali e religiosi su cui per secoli si era fondata la collettività. Tutto ciò ha generato già da tempo un allontanamento ed un disinteresse nei confronti di un impegno politico, soprattutto quando esso richiami concetti di "collettività" di qualsivoglia genere, nazionale, sovranazionale, sindacale e, sempre di più, ci ha condotto sui sentieri di un relativismo etico, religioso, culturale, attraverso il quale ciascuno di noi é stato attratto da un vortice di stampi individualistico.
Un individualismo a tratti edonistico, volto  all'auto-accrescimento del proprio "ego", in cui ciascuno difende il suo "spazio vitale", nella più completa auto-esaltazione e nel più completo disinteresse nei riguardi di tutto ciò che sta intorno.
Anche l'arte di Bolognesi é espressione dell'individuo listo e del soggettivismo tipico della nostra epoca, ma lungi dal metterne in luce le caratteristiche negative, la superficialità, l'edonismo spinto, mette in rilievo il riferimento dell'uomo verso la riflessione interiore che lo porta a prendere coscienza della perdita di senso che lo circonda e, in una vertigine esistenziale, si sente trasportato "qual piuma al vento".
Dai suoi lavori, indipendentemente dai soggetti rappresentati, emerge sempre un senso di scoramento e di sfiducia, di impotenza del singolo di fronte ad un destino più grande di lui. Lo sconforto e la debolezza interiori, si traducono nei suoi dipinti, in un sentimento di apparente abbandono: un essere perennemente trasportati da qualcosa o da qualcuno verso chissà quale meta.
Eppure, per chi riesce a guardare oltre le apparenze, é proprio la sensazione di dolcezza, di pietà e di tenerezza che ci avvolge nella contemplazione dei suoi personaggi e dei suoi soggetti che lega il leit-motiv artistico di Bolognesi alla leopardiana "sun-patheia", o più semplicemente "com-passione", unica ancora di salvezza, secondo il grande poeta, sentimento capace di legare un genere umano destinato ad essere schiacciato dagli eventi in una catena di fratellanza che eviti che ciascuno si trasformi in "homo homini lupus".
Questo è il "trait d'union" che sottende l'evoluzione artistica dell'autore, a mio avviso. Evoluzione artistica che prende le mosse da un simpatico pupazzetto, Sfiggy, il quale segna l'incipit del percorso di Bolognesi. Questo dolce, tenero, sfortunato bambolotto di pezza é stati il sembiante, l'alter ego dell'artista, in momenti in cui egli si sentiva non abbastanza forte per dare una svolta al suo destino e  che, opera dopo opera, é diventato un "universale", capace di rappresentare non solo l'individualità e il sentimento passeggero del suo creatore, ma di tutti noi, che dopo aver perso le nostre certezze politiche e religiose ed in balia di una crisi economica che rende sempre più labile e fragile il sogno di uno status socio-economico adeguato alle nostre aspettative  vedendo inoltre come i nostri sogni nel cassetto tendano ad essere sempre più "velleitari", ci sentiamo in uno stato di astenia ed inanità che tende a sopraffarci. 
Se Sfiggy è il punto di partenza di Alessio Bolognesi, gli ultimi suoi lavori sui treni come uno snodo ferroviario di grande rilievo, sono lo snodo della sua maturità artistica.
"Fuori dal tunnel" sembra seguire l'illusione di Sfiggy di uscire dalla sua crisi esistenziale, una molteplicità di strade, sembrano ora aprirsi dinnanzi a lui.
Nella "scelta" di Sfiggy si trova di fiorente a degli "sliding doors" che rappresentano la molteplicità che ogni giorno ci si presentano, anche banali, ma possono dare una connotazione al nostro futuro impensata e impensabile al momento della scelta stessa. Scelte esistenziali o scelte ancor più drammatiche pensando a chi, salendo sul treno sbagliato, poteva terminare la sua vita in una camera a gas. 
Ricacciando questi tristissimi ed estremi pensieri, saliamo a bordo del treno dello Ying Yang dove incontreremo forse Sfiggy che, in modo rassicurante, o inquietante, a seconda di come ciascuno di noi percepisca la propria esistenza, si trastulla all'interno del suo vagone, trasportato e cullato in un viaggio che cuce e sana i dualismi esistenziali, all'interno di un percorso che sembra delineare un "eterno ritorno".  Metafora é parola che deriva dal greco "meta-phero", portare attraverso, quindi trasportare. Il treno, mezzo di trasporto che segna durante la rivoluzione industriale, il passaggio alla modernità, antesignano apripista di una nuova era in cui spazi e tempi si accorceranno sempre di più, sin quasi ad annullarsi, e dunque esse stesso "metafora" per eccellenza.
Il treno implica un viaggio, il viaggio é sinonimo di avventura, durante il viaggio, viaggio che Sfiggy compie nei diversi continenti, si entra in contatto con diverse persone, diverse culture che incontrandosi a volte confliggono fra di loro, il più delle volte, seppur non in modo lineare e uniforme si arricchiscono vicendevolmente in un "vichiano" alternarsi di "corsi e ricorsi storici".
Simboli antiche e nuovi dei diversi continenti si affollano sulle loro superfici cercando un punto di contatto che salvaguardi tradizione e innovazione. All'interno di questa ricca e variegata serie di messaggi che le opere qui esposte ci rimandano, non si può di nuovo fare a meno di ammirare il "viaggio" dell'artista, viaggio in cui, serbando la grande capacità tecnica che gli consente di operare mirabilmente, con diverse tecniche, sia su tela che su carta antica, manifesta la propria evoluzione artistica. Artista é colui che, tramite la propria sensibilità interiore e la propria riflessione si mette in contatto con il mondo "iperuranio" degli "universali". Partendo dai pupazzi "Sfiggy" ed arrivando ai lavori sui "treni" Alessio Bolognesi compie questo passaggio dal "particolare" all'"universale", manifestandosi come artista a tutto tondo.  

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